Università Cattolica del Sacro Cuore
Milano
 

Lingua e Letteratura Sanscrita

(Prof. Paolo Magnone)
   
Orario del corso
A.A. 2016/2017
 

Elementi di grammatica sanscrita
e scrittura devanāgarī

Le nozioni basilari della fonologia e della morfologia sanscrita si studieranno in traslitterazione, devanagari per facilitare l’apprendimento delle complesse strutture della lingua senza l’ostacolo aggiuntivo della grafia. La bella e difficile scrittura devanāgarī sarà introdotta fin dall’inizio, ma in maniera graduale, nel corso delle esercitazioni, allo scopo di consentire l’accostamento diretto ai testi, pubblicati in massima parte in India appunto in quella che è anche la scrittura in uso per la moderna lingua hindī.

Il corso di Lingua e Letteratura Sanscrita consta di 4 ore settimanali e si articola in 2 semestri.

Primo semestre: 1] Elementi di grammatica sanscrita e scrittura devanagari (I) 2] Lineamenti di indologia e storia della letteratura: il periodo vedico.

Secondo semestre: 1] Elementi di grammatica sanscrita e scrittura devanagari (II) 2] Lineamenti di indologia e storia della letteratura: il periodo classico 3] «Perché l’essere, e non piuttosto il nulla?»: prospettive indiane tra mito e filosofia. Con letture antologiche lungo un itinerario dal Nāsadīya Sūkta del Rg Veda, attraverso i Brāhmana, fino alle Upanisad, alla Bhagavad Gītā e all’Advaita Vedānta..

 
Mar 13:30-14:30
14:30-15:30
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Lineamenti di indologia e storia della letteratura

I lineamenti fondamentali della cultura indiana dal periodo vedico all’epoca classica. La cultura indiana nelle sue manifestazioni piú eminenti, anche di Ahimsacarattere letterario e artistico, è essenzialmente permeata di spirito religioso; il corso di introduzione all’indologia si concentrerà pertanto su una presentazione degli aspetti piú salienti del pensiero filosofico-religioso vedico e hinduista attraverso alcune delle sue opere principali: i Veda, le Upaniṣad, il Mahābhārata, il Rāmayaṇa, i Purāṇa.
Gio 13:30-14:30
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Le lezioni avranno luogo presso la sede dell’Università Cattolica, Largo Gemelli 1, 20123 Milano, con inizio il 12 ottobre 2016. La frequenza è aperta anche ad esterni, che hanno facoltà di iscriversi ai singoli corsi attivati dall’Università.  

«Perché l’essere e non piuttosto il nulla?»: prospettive indiane tra mito e filosofia

Nulla esisteva…

«Warum ist überhaupt Seiendes und nicht vielmehr Nichts?» («perché l’Essente, e non piuttosto il Nulla?») è la “questione fondamentale” (die Grundfrage) con cui si apre l’Einführung in die Metaphysik (1935) di Heidegger, ma è anche il dilemma che riecheggia nel titolo del sartriano L’être et le néant di poco posteriore (1943). L’esistenzialismo, d’altronde, non fa che rimettere al centro, se pure in forma mutata, una domanda che viene da molto lontano nella tradizione filosofica europea, risalendo, attraverso Leibniz, che la propone in termini quasi identici («pourquoi il y a plutôt quelque chose que rien?» nei suoi Principes de la nature et de la grâce fondés en raison (1714), fino al «venerando e terribile» Parmenide, il quale nel V sec. aec. risponde inaugurando la metafisica greca come ontologia. Anche agli albori ― ancor piú remoti — del pensiero indiano si agita il medesimo problema, ma la soluzione ontologica, affacciata forse già nel VI sec. aec. nella Chāndogya Upaniṣad (VI), vi è preceduta da una gestazione plurisecolare di speculazioni protofilosofiche sotto il segno della meontologia, a partire dalle cogitazioni seminali del Nāsadīya Sūkta del Ṛg Veda (X, 127): in principio era il nulla, che trasse sé stesso all’essere con la forza del proprio fervore desiderante. «Che io possa essermi!», secondo la formula icastica molteplicemente riecheggiata da innumerevoli cosmogonie brahmaniche e oltre ― fino all’effato risolutivo di Uddālaka Āruṇi, il padre dell’ontologia indiana (in seguito, piú esattamente, brahmologia (brahmavidyā): «In principio Questo era Essere, uno e senza null’altro. Alcuni dicono invero: in principio Questo era Nulla, uno e senza null’altro; da quel Nulla nacque l’Essere. Ma come potrebbe dal Nulla nascere l’Essere? Perciò in principio Questo era Essere uno e senza null’altro».

La calligrafia «Ahiṁsā paramo dharmaḥ» è di R.K. Joshi.

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